Se per arrivare al fine si deve soffrire… Ebbene che venga la sofferenza fisica. Ma io sopporto tutto tranne la sofferenza fisica. E quello che ho passato ieri notte, non l’ho auguro al peggior nemico… C’era una parte della testa che non voleva sbloccar nulla e una parte che voleva liberare il tutto. Sembrava la lotta tra il bene ed il male. La pancina come un melone, tanto che si vedeva la cicatrice dell’ombelico, della laparascopia di una operazione di sei anni fa, da quanto era tesa e tonda… e cammina e alzati, e distenditi, se le doglie sono come quello che ho sopportato ieri notte, supero tutto. E prendi aria, e soffia e non so quante volte sono stata in bagno. Finchè non c’é l’ho fatta, ho preso poche goccie di un antidolorifico, ed alle due e mezzo di notte, il gonfiore se calmato, mi distraevo leggendo e sono poi crollata distrutta a dormire in cameretta con mio marito che veniva a controllarmi ogni ora. Mi sembravo una gallina che sfornavo uova. E stamattina finalmente il mio corpo se deciso che deve vivere. Rilassata nel letto, fino alle 17, poi mi trucco dobbiamo andare ad una festa di compleanno.

Dieci giorni di Synarela,  solo due giorni di ritardo, ha funzionato lo sbocco, ma il  corpo è stremato da poca forza. Anima forte. Ho perso due chili. Inapettenza.Folio.

Leggo  un file che ho trovato che un centro di procreazione assistita a München ha scritto in Italiano. Da leggere per capire il tutto.Poichè a volte le paroli semplici non bastano. Il protocollo medio-lungo l’abbiamo superato.. Ed è gia un piccolo passo adesso il protocollo antagonista…  🙂