Da quando sono incinta, mio marito ha la sindrome inconscia, di mettermi le cose o troppo in alto o troppo in basso nell’armadio in cucina . E bibbino nostro amore gli piace così  tanto quando prendo la sedia per salire a prendere il pachetto di pasta  nei piani alti  alti e sentivo il paparino che mi diceva  a telefonino oggi ,dopo che chiedevo dove aveva ficcato  i toast americani? Stai attenta, non cadere, e che l’ ho dimenticato..che sei nana.

 Questi uomini.

Il bel complimento di questo periodo è stato Domenica in bagno, a lavarci assieme, lui si faceva la doccia, io avevo appena smesso di far la doccia… e ci asciugavamo..e mi guardA con quel sorriso  diabolico..Sai che hai le tette giganti… Si lo so ( con sorrisone splendente)Sembrano quelle di un africana( veramente ? penso)assomigli a quelle statue preistoriche della fertilità e.http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/73036_166295786733423_125864977443171_484601_2825103_n.jpg

In sintesi mi ha detto che ho il culo grosso e le tette giganti:-( Che amore:-) Bibbino saltella per la gioia delle zie.

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La più antica testimonianza può essere considerata la Venere di Willendorf  del Kunsthistoriches museum di Vienna, risalente al Paleolitico. Raffigura una Grande madre o una Madre originaria. E’ un simbolo universale del femminino, una dea dell’amore e della fertilità ed è caratterizzata da una marcata evidenziazione dei genitali esterni e da un seno spazioso e prominente. L’evidenziazione di caratteri che richiamano un chiaro principio di fertilità identificano questa figura femminile come dea madre, garante di un rinnovamento regolare della vita. Questa immagine gioca un ruolo particolarmente significativo in una società fondata sulla produzione di risorse naturali. In questa Venere ottentotta le forme femminili sono esasperate oltre misura in una deificazione della fertilità senza nulla concedere al bello come concetto estetico, categoria che comincerà ad affermarsi soltanto a partire dal classicismo ellenico.