Quando penso agli occhi, mi vengono in mente il racconto L´uomo di sabbia (Der Sandmann) è un racconto di E.T.A. Hoffmann .Hoffmann, E.T.A., Der Sandmann: Erläuterungen und Dokumente / von Rudolf Drux, Stuttgart : Reclam, 1994. pp.171

La parola “Augen” (occhi) e i suoi derivati sono più che presenti in tutto il racconto, in quanto vengono ripetuti un consistente numero di volte. Ecco alcuni termini legati all’elemento “Augen” che possiamo trovare nel testo tedesco[4]:
  • hellen Augen (scrive Nataniele nella prima lettera all’amico Lotario: ”…nei sogni mi appare sempre la gentile figura della dolce Claretta che mi sorride con quei suoi limpidi occhi…”)
  • Augenbrauen (Nataniele descrive Coppelius come un uomo “dalle sopracciglia grigie e cespugliose”)
  • Katzenaugenstechend (…lampeggiano due occhi da gatto verdastri e pungenti…)
  • Kinderaugen (racconta Nataniele a Lotario, nella lettera erroneamente indirizzata a Clara, che Coppelius afferrando Nataniele e buttandolo nel fuoco sussurrasse: „ora abbiamo gli occhi, gli occhi… un bel paio di occhi da fanciullo”)
  • daß es nicht meiner Augen Blödigkeit ist (scrive Nataniele a Lotario: „se per me oggi tutte le cose non hanno più colore…“
  • mit funkelnden Augen (riferito allo sguardo del padre di Nataniele mutato dalla vicinanza del fuoco)
  • es flimmerte mir vor den Augen (racconta Nataniele a Lotario: „Coppelius stava davanti a me con occhi sfavillanti“…)
  • eine solche augenblicklich tötende Explosion (riferito allo scoppio che Nataniele sente provenire dalla stanza del padre)
  • aus solch hellen holdlächelnden Kindesaugen (ancora una volta il concetto degli „occhi da fanciullo“)
  • kleinen stechenden Augen
  • mit leibhaftigen Augen gesehen
  • Claras Augen mit einem See von Ruisdael (uno di loro, un individuo veramente tutto fantasia, paragonò in modo veramente originale gli occhi di Clara ad un lado di Ruisdael, nel quale si specchia l’azzurro limpido di un cielo senza nubi, la ricchezza dei fiori e dei boschi, la vita serena della ricca campagna tutta colori…)
  • Claras holde Augen (…ed ecco apparire…l’odioso Coppelius e toccare i dolci occhi di Clara…)
  • Tausend Augen blickten und zuckten krampfhaft und starrten auf zum Nathanael (mille occhi guardavano e occhieggiavano convulsi e fissavano Nataniele…)
  • in Olimpias Augen feuchte Mondesstrahlen auf (…gli parve che gli occhi di Olimpia si illuminassero di umidi raggi di luna…)
  • großen strahlenden Augen (la figura di Olimpia si muoveva sempre nell’aria attorno a lui…lo guardava con grandi occhi luminosi…)
  • die hellen glühenden Tränen aus den Augen (e dagli occhi di lui sgorgarono lacrime ardenti di malinconia e di gioia…)
  • durch die rollenden Augen (…torrenti di fuoco ribollirono attraverso i suoi occhi…)
Come accade con “Augen”, anche il termine “Blick” (sguardo) e i suoi derivati (”augenblicklich”, “durchzublicken”, “im wilden Blick”, “anblickte”, “der helle Blick”, “in Blick und Rede”, “blickte starr”, “offenbar unverwandten Blickes”, “immer wilder und wilder sprangen flammende Blicke”, “immer lebendiger und lebendiger flammten die Blicke”, “aber ein Blick durchs Fenster”, “in dem Liebesblick”, “mit ganz kuriosen Blicken”, “alles Schöne klar auffassenden Blick”) ricorrono i tutto il testo.
E.T.A. Hoffmann, infine, menziona svariati strumenti ottici, quali: PERSPEKTIV (il cannocchiale è uno degli articoli venduti dall’ottico piemontese Giuseppe Coppola), GLAS (usato sempre nel senso di cannocchiale, lente), SPIEGEL (specchio), BRILLE e LORGNETTEN (i cosiddetti “occhi belli…begli occhi” che, posti sul tavolo da Coppola, atterriscono Nataniele), WETTERGLAS (i barometri che Coppola vuole mostrare a Nataniele), TASCHEN-PERSPEKTIV (il cannocchiale tascabile che Nataniele utilizza per spiare in casa del professor Spallanzani), GLASTÜR (cioè la porta a vetri della quale si parla nel racconto), GLASSCHERBEN (termine che si riferisce ai frammenti di vetro: infatti, durante la colluttazione tra Coppola e Spallanzani, fiale, storte, bottiglie e tubi di vetro che si trovano sul tavolo vanno in frantumi).
Come abbiamo visto, in questo racconto la metafora della vista è determinante (basti pensare che il concetto di occhio e vista è ribadito più di 50 volte). Ma che ruolo hanno gli occhi nel racconto?
C’è una celeberrima frase, attribuita spesso a Leonardo da Vinci ma tratta da Sant’ Agostino, che dice: “gli occhi sono lo specchio dell’anima”. Credo che con queste parole sia possibile spiegare per quale ragione gli occhi di Clara sono descritti dall’autore come “dolci”, “limpidi”, paragonabili ad un lago di Ruisdael, e perché invece quelli di Olimpia siano definiti “rigidi”, “stranamente morti e fissi”; ancora, possiamo capire come mai Hoffmann dipinge Coppelius come un uomo dagli occhi “da gatto verdastri e pungenti”, “sfavillanti e beffardi”, e per quale motivo, infine, gli automi degli esperimenti di alchimia di Coppelius e del padre di Nataniele (ma anche Olimpia dopo essere stata contesa dal professore e dall’ottico), non abbiano occhi, ma cavità nere (“…il volto di cera di Olimpia…non aveva occhi: al loro posto caverne buie…”).
Bibliografia:
Hoffmann, E.T.A., L’uomo della sabbia e altri racconti, 4 ed., BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, traduzione di E. Pocar, 1998. pp.174.